Mentre cammino per strada e guardo il cemento freddo sotto i miei piedi un vento ancora più freddo corre nella mia mente si perde nel lamento ipnotico di una canzone mi trascina più in basso, per terra.
Mentre mi siedo nella casa vuota e ritrovo il tormento di un tempo nelle parole di un libro ogni cosa perde il suo aspetto e rivela se stessa cadono le immagini appese ai muri e io non capisco perché.
Mentre il mondo fuori è così rumoroso ed io qui dentro non riesco a parlare una dolce voce tormenta la mia quiete, una dolce voce spalanca l'eterno nei miei occhi chiusi ma il mondo fuori è sordo, non può sentire.
Dietro una finestra si spalanca il nostro spoglio palcoscenico al centro vi è un uomo solo acrobata immobile dell'infinito e aldilà di ogni suo movimento regna soltanto la quiete aldilà di ogni sua intenzione il baratro del nulla il disfacimento dipinto sulla sua pelle un urlo più muto del silenzio più acuto del fischio della morte
Il mondo attraverso un vetro Un sogno opaco nei miei occhi Ci camminiamo dentro, noi Fingendo sia un gioco di specchi
Non siamo mai stati così, diversi Da come ci vedevamo, da loro In ogni direzione soli e persi Per poi scoprire in noi un tesoro
Nessuno può capire, come potrebbe mai Accarezzare la magia che riguarda solo noi Udire l'incanto senza voce che ci unisce Guardare dal vetro il mondo che sbiadisce
Quando cammino senza meta Sonnambulo nella città che dorme Mi perdo in tristi strade grigie Labirinti di pietra inanimati Con gli occhi di un bambino Mi guardo intorno, ti cerco Nei riflessi di luce Lampioni opachi Nella mia mente Ricordo che mai Io non ho mai Avuto Nessuno Mai Avuto Nessuno
Cos'è questa debolezza ostacoli intoccabili barriere che ci dividono una processione eterna stanca e triste, senza meta senza un centro piedi affondano per terra piedi affondano per terra e non c'è più niente intorno niente intorno un urlo agghiacciante coperto da un fischio assordante un fischio nelle orecchie acuto, dentro di me copre il mio urlo il mio urlo